LA DROGA TRA I GIOVANI: LA SITUAZIONE NELLE SCUOLE ITALIANE
Secondo i dati dell’ultimo rilevamento dell’ESPAD ITALIA (European School survey on alcohol and other drugs[1]) l’uso di droghe tra i nostri adolescenti è in aumento.
Nel quadro europeo la Francia ha un consumo notevolmente superiore a quello riscontrato in Italia, ma i dati del nostro paese sono preoccupanti.
Badare non basta. Il lavoro di cura: attori, progetti, politiche
a cura di Sergio Pasquinelli, Giselda Rusmini.
Vogliamo segnalare il testo prodotto da Pasquinelli S. e Rusmini G. su una tematica attualmente tra le più emergenti nel lavoro sociale: l’assistenza all’anziano.
Radicata, diffusa, necessaria. La presenza delle assistenti familiari, le badanti, continua ad
accompagnarci. Nonostante la crisi e la perdita di potere d’acquisto delle famiglie, il lavoro
privato di cura rimane una risposta essenziale alla non autosufficienza. Queste pagine
rappresentano lo stato dell’arte sul lavoro privato di cura in Italia, bilancio di un percorso
iniziato dai curatori dieci anni fa. Frutto della collaborazione di studiosi con competenze
diverse, il libro ricostruisce l’emergere di questo lavoro, le sue dimensioni e caratteristiche, i progetti che lo riguardano e che interessano ormai molti soggetti.
Badare non basta. Il lavoro di cura: attori,, Roma, Ediesse, 2013, pagg. 228, prezzo 13 euro. Leggi il resto di questo articolo »
AL GOVERNO E AL PARLAMENTO ITALIANO: Subito gli Stati Generali contro la violenza

A AL GOVERNO E AL PARLAMENTO ITALIANO
Questa petizione sarà consegnata a:
AL GOVERNO E AL PARLAMENTO ITALIANO Leggi il resto di questo articolo »
SE DICO ROM… – NAGA MILANO
Pubblichiamo il comunicato dell’associazione NAGA sui ROM.
Indagine sulla rappresentazione dei cittadini rom e sinti nella stampa italiana
Per 10 mesi, da giugno 2012 a marzo 2013, i volontari dell’associazione Naga hanno analizzato gli articoli relativi a cittadini rom e sinti, o che vi facessero solo riferimento, pubblicati su 9 testate giornalistiche nazionali e locali: Corriere della Sera; La Repubblica; La Stampa; Il Sole 24 ore; Il Giornale; Libero Quotidiano; La Padania; La Prealpina; Leggo.
“L’indagine che abbiamo svolto parte dal presupposto che anche attraverso la stampa si costruisce un’immagine sociale negativa dei rom e sinti. Abbiamo analizzato gli articoli per descrivere alcuni dei meccanismi attraverso i quali questo processo avviene e per capire quale sia il nesso tra rappresentazione negativa e discriminazione.” Afferma Natascia Curto, una delle volontarie che ha curato la ricerca. “Ci aspettavamo di riscontrare una visibilità marcata per episodi negativi di cui qualche rom si è reso protagonista, ma non abbiamo trovato solo questo. Dall’analisi svolta emerge anche l’associazione sistematica dei rom con fatti negativi che non li vedono direttamente coinvolti. Si può affermare che inserire i rom in articoli che parlano di fatti negativi è un’abitudine molto diffusa, in tutti i giornali, e relativamente a differenti tipologie di fatti” prosegue la volontaria, “Spesso queste associazioni raggiungono livelli discriminatori e vengono fatte ricorrendo a dichiarazioni riportate tra virgolette. Inoltre, un’altra modalità riscontrata nel trattamento dei rom nella stampa è quella di creare una separazione, un noi e un loro, i ‘cittadini’ e i rom: due gruppi divisi, diversi ontologicamente, che non si intersecano e il cui benessere è alternativo“. Leggi il resto di questo articolo »
Progetto L.I.R.A. eLaborare Insieme peRcorsi Antiviolenza
Il progetto L.I.R.A., di durata biennale, è realizzato con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e promosso dal Centro Donna/Centro Antiviolenza del Comune di Venezia in collaborazione con la Cooperativa Sociale Iside.
L’obiettivo del progetto è incrementare le risorse e gli strumenti del Centro Antiviolenza a sostegno dele donne.
I percorsi elaborati sono costruiti e pensati per fornire alle donne, che vogliono uscire dalle situazione di matrattamneto e violenza: spazi, linguaggi e strumenti nuovi per rafforzare la loro autostima e consapevolezza. Leggi il resto di questo articolo »
NON UN MIO CRIMINE, MA UNA MIA CONDANNA
Bambinisenzasbarre dalla parte dei bambini figli di genitori detenuti.
comunicato stampa
“Non un mio crimine, ma una mia condanna” è la campagna di sensibilizzazione lanciata da Bambinisenzasbarre ONLUS che porta all’attenzione un’emergenza italiana dimenticata: i 100.000 bambini figli di genitori detenuti, che ogni giorno, ogni anno entrano nelle 213 carceri italiane per il colloquio con il proprio papà o mamma, a rischio di discriminazione ed esclusione sociale. L’Associazione, da oltre dieci anni, cura, sostiene e difende il diritto di questi bambini alla continuità delle relazioni familiari e affettive durante la detenzione di uno o di entrambi i genitori, secondo quanto riporta l’articolo 9 la Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Leggi il resto di questo articolo »
LILA: COMUNICATO STAMPA SU NUOVI DATI EPIDEMIOLOGIA
HIV E AIDS, DATI DEL MINISTERO DELLA SALUTE: QUATTROMILA NUOVE INFEZIONI L’ANNO, E SI CONTINUA A FARE FINTA DI NIENTE.
In due anni 30 diagnosi di Hiv per trasmissione del virus da madre a figlio. Un dato indegno di un Paese civile.
Como, 29 novembre 2012. Per la prima volta, a trent’anni della comparsa dell’Hiv, abbiamo dati sufficientemente certi sulla dimensione dell’epidemia in Italia e del suo andamento. Viene confermata la stima di circa 4mila nuove infezioni l’anno (la cifra data è minore ma probabilmente sottostimata, come afferma lo stesso Istituto Superiore di Sanità), con 5,8 nuovi casi di positività all’Hiv ogni 100.000 residenti (ma in diverse regioni si supera l’8 per cento). L’Italia si conferma quindi un paese a incidenza medio-alta, con tutte le necessità di prevenzione che questo dato comporta. Leggi il resto di questo articolo »
LE DONNE DETENUTE CON BAMBINI: LA SITUAZIONE IN EUROPA
Il panorama europeo ed italiano. Dati e statistiche[i]
Nell’Unione Europea settecentomila bambini vengono separati ogni anno dai genitori detenuti.
Il 30% dei carcerati in Italia è figlio di detenuti. Statisticamente i figli di carcerati hanno cinque possibilità in più di altri individui di finire in carcere nel corso della propria vita.
“I bambini sono particolarmente colpiti dal momento dell’arresto fino al periodo che segue la scarcerazione del genitore. In generale i figli di genitori detenuti non godono di nessun diritto come gruppo particolare. I bisogni dei figli sono raramente presi in considerazione quando un genitore entra in carcere. Il bambino non ha commesso nessun reato, eppure subisce anch’egli una forma di punizione.” [1]
In base a molte normative nazionali europee, i bambini con meno di tre anni possono vivere con la madre nelle case di detenzione.
“I bambini in carcere soffrono di disturbi legati al sovraffollamento, alla mancanza di spazio emotivamente importante, che incide non solo sulla loro crescita complessiva, tanto da limitarne lo sviluppo attinente alla sfera emotiva (relazioni interpersonali, affettività) e cognitiva (stimoli efficaci, ambiente ricco), ma provoca anche irrequietezza, facilità al pianto, difficoltà di sonno, inappetenza, apatia”.[2]
Il sovraffollamento, il continuo contatto forzato tra etnie e culture di appartenenza differenti, le regole stesse del carcere, creano situazioni di stress e tensione che si ripercuotono inevitabilmente anche nel rapporto madre e figlio. Leggi il resto di questo articolo »
PRIMA PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO PER I FIGLI DI GENITORI DETENUTI
Bambinisenzasbarre promuove in rete europea con Eurochips la Prima Petizione al Parlamento Europeo per i figli di genitori detenuti da firmare on line www.bambinisenzasbarre.org e da estendere in rete. La raccolta di firme è l’iniziativa della terza edizione della Campagna europea di informazione ”Carceri aperte. Parliamone” con il supporto del Ministero della Giustizia. Dura tutto il mese di giugno e prevede le carceri del territorio nazionale aperte ai bambini con feste, spettacoli, workshop e mostre.
Ringraziamo per la diffusione e il sostegno che potrete dare all’iniziativa. A disposizione per ulteriori informazioni inviamo cordiali saluti.
Maria Rosa Rota
VIOLENZA SESSUALE A MILANO: UNO STUPRO AL GIORNO IN STRADA. IL PROCURATORE FORNO LANCIA L’ALLARME.
Negli ultimi mesi, ed in particolare dall’aprile scorso si assiste ad un notevole incremento di violenze sessuali o tentate violenze subite da donne e ragazze minori nelle strade della città. Probabilmente questo aumento è anche collegato alla volontà delle donne di denunciare questi fatti, ma il numero che si presenta in questi giorni fa pensare anche ad un aumento del fenomeno. Sui 26 casi segnalati nell’ultimo mese, 7 riguardano minorenni. Secondo il procuratore aggiunto Pietro Forno “c’é stata una crescita rispetto ai periodi precedenti. Infatti, sempre stando ai dati forniti dagli inquirenti, tra il 28 marzo e il 20 aprile scorso, e dunque in un arco temporale di una ventina di giorni, sono stati iscritti 12 procedimenti a carico di ignoti per reati di violenza sessuale, sempre per presunti abusi in strada e quindi non tra le ‘mura domestiche[1]‘” Leggi il resto di questo articolo »