I minori stranieri non accompagnati
(scarica il rapporto in inglese)
Il fenomeno dei minori non accompagnati è in costante aumento in Europa e solo di recente si è iniziato a studiare in modo scientifico. I giovani sino a poco tempo fa provenivano principalmente da paesi in condizioni di guerra o di estrema povertà. Negli ultimi anni si è manifestato invece un flusso migratorio di minori non accompagnati da paesi dove la povertà e l’illusione che proviene da paesi più ricchi, hanno fatto nascere nei ragazzi e spesso anche nelle loro famiglie l’illusione di un progetto di crescita economica attravesro l’emigrazione del minore.
Si possono distinguere 4 diverse tipologie di minori non accompagnati: 1) i minori richiedenti asilo o per i quali sono previste misure di protezione temporanea per motivi umanitari, 2) i minori che giungono nel paese per ricongiungersi ai propri genitori o ad altri parenti, i quali spesso non hanno le caratteristiche per poter avviare le procedure di un ricongiungimento familiare regolae, 3) i minori sfruttati dal racket, 4) i minori , prevalentemente maschi con un’età superiore ai 14 anni, che giungono in Italia attraverso la rete dei trafficanti della malavita organizzata, per poi cercare un lavoro ( Valeri M. Minori non accompagnati. Studi e osservazioni C.D.Ministri Dip,. Affari Sociali Roma 2000).
In Italia, contrariamente ad altre realtà europee del nord, e in altri paesi del sud europa prevale la quarta realtà. Poco significativa è la seconda realtà del tentato ricongiungimento nel paese di immigrazione, mentre è da non trascurare la realtà del racket che usa i minori in attività illegali (spesso prostituzione). Prevale quindi la realtà dei minori che giungono nel paese ospite per motivi economici alla ricerca di un lavoro con la condivisione delle famiglie, ( in Italia realtà Romane, Albanesi, e marocchine).
I minori sfruttati in Italia provengono soprattutto dal Marocco, mentre quelli che hanno un progetto economico di ricerca di lavoro dai balcani. Sono presenti però anche i cosiddetti “viaggi di esplorazione”, dove il giovane subisce il “fascino e l’attrazione che l’Italia esercita sull’immaginario delle popolazioni di stati limitrofi o comunque prossimi” (Silva 2004)
In Italia secondo i dati statistici sui minori stranieri non accompagnati in italia Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (2003) a cura dell’IPRS (Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali), a luglio 2003 risultavano 7.040 i minori stranieri non accompagnati segnalati al Comitato minori stranieri, con una lieve diminuzione rispetto al precedente dato del novembre 2001, quando i minori segnalati erano pari a 7.823.
Questa è solamente una stima dell’effettiva presenza di minori non accompagnati in Italia, alcuni non vengono segnalati. Quindi il numero oscuro appare ancora molto rilevante.
I paesi principalmente coinvolti sono l’Albania, il Marocco e la Romania, (tre quarti dei minori segnalati)
I problemi che riguardano inoltre il possibile rientro dei minori presso la loro famiglia riguardano soprattutto il diritto del minore da una parte a vivere con la famiglia di origine ,ma di contro ad essere tutelato per eventuali ulteriori crimini e abusi che possa ricevere. Per questi motivi i percorsi di rientro, oltre a riguardare una rigorosa azione dei servizi internazionali e di giustizia impongono anche una attenta analisi e azione da parte dei servizi sociali ed educativi che possano preparare l’eventuale possibile ritorno, vissuto spesso come un fallimento del progetto che il giovane (e spesso la sua famiglia) si era posto e la sua volontà attuale di cambiamento e miglioramento delle sue condizioni di vita.
Solamente quindi con protocolli rigorosi ed interdisciplinari tenendo conto degli aspetti di diritto, educativi, e psicologici si potranno attuare ritorni che non rischiano il fallimento.
Il progetto europeo Telemaco
Per rispondere alle domande che emergono dalla pratica quotidiana la Provincia di Milano ha deciso di promuovere un confronto europeo tra alcune città partner.
Il progetto Telemaco “I passi per il rimpatrio di minori non accompagnati. Uno scambio europeo di buone prassi.” è un progetto europeo finanziato dall’Unione Europea all’interno della linea ”Return” e attuato tra il 2006 e 2007.
Ha lo scopo di studiare quelli che possono essere i percorsi di rimpatrio, se possibile, o comunque educativi, di tutela e di presa in carico dei ragazzi minori non accompagnati presenti nei Paesi Europei. Il progetto ha i seguenti obbiettivi:
- incrementare le competenze per gestire il ritorno in patria di immigrati illegali;
- definizione delle condizioni per l’eventuale attuazione di un rientro, ove possibile;
- supportare lo sviluppo di pratiche costruite sulla cooperazione tra stati membri e con i paesi verso i quali si strutturano i “ritorni”;
- sostenere lo sviluppo della cooperazione tra Stati per poter migliorare l'efficienza dei progetti di sostegno;
- ribadire e diffondere i principi di solidarietà’ sociale, di riconoscimento dei diritti, di rispetto della dignità’ della persona, utili nelle attività’ che predispongono i ritorni sostenibili;
- confronto di buone prassi fra i vari Paesi, prima con quelli partner, poi con altri Paesi Europei, per preparare un dialogo coi Paesi terzi da dove provengono i minori.
I partner del progetto, promosso dalla Provincia di Milano nel 2006, sono stati: il Centro di Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia, l’Associazione Laboratorio Salute Sociale, il Comune di Torino, Praxis Psich-Sozialer Beratung di Francoforte, associazione che lavora nel campo dell’immigrazione nella città sul Meno, Prosalis, associazione che lavora con minori a Lisbona, il National Institute of Public Health di Lubiana del governo sloveno.
Durante il progetto si sono aggiunte ai lavori altre città, con cui ci si è confrontati. Sono stati attivati contatti con la Spagna, l’Inghilterra, la Francia.
Le città partner, Milano, Lubiana, Francoforte e Lisbona, hanno attuato un’analisi delle proprie realtà sulla programmazione di progetti di rientro per minori non accompagnati, attivando percorsi che rendano possibile il rientro attraverso un percorso-progetto educativo che risponda alle esigenze del minore.
Questa progettazione deve tenere conto del diritto naturale del minore a crescere nella propria famiglia, ove possibile, se il suo nucleo d'origine viene ritenuto adeguato e in grado di garantire i diritti fondamentali, ovvero il diritto di:
- integrità fisica e psicologica
- non essere oggetto di sfruttamento, compravendita o altro negozio illecito,
- essere educato in un contesto che non pregiudichi lo sviluppo psico-fisico.
Le città partner hanno quindi individuato indicazioni sulle buone-prassi sperimentate negli Stati partecipanti, e sviluppato un’analisi delle diverse legislazioni.
Il progetto prevedeva un confronto seminariale iniziale, svolto a Lisbona dall’1 al 4 febbraio 2007, un secondo incontro europeo a Lubiana, tenutosi dal 6 al 9 settembre 2007 e una conferenza finale organizzata a Milano il 25-28 ottobre 2007
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Aree tematiche:
Il confronto tra Paesi è stato attuato relativamente a 4 aree tematiche:
- Aspetti di tutela legale del minore, il sistema di protezione al suo arrivo
- Protocolli d’intervento e sistema di rete interistituzionale e internazionale tra i diversi soggetti competenti (Servizi, Forze dell’Ordine, Consolati, Amministrazione della Giustizia ecc.)
- Iniziative e percorsi di accompagnamento al progetto nel Paese d’origine (aspetti sociopedagogici)
- Formazione degli operatori
I Partner
ITALIA
- Provincia di Milano (capofila)
L’Ente promotore e titolare dell’iniziativa, diretto interlocutore della Commissione Europea per tutte le attività’ di gestione collegabili alla stessa, e’ la Provincia di Milano nella persona del Dirigente Rag. Sergio Castelli e della Dr.ssa Mariella Fracasso. La Provincia, a sua volta, ha identificato un partenariato transnazionale al quale partecipano Enti e Istituzioni di significativo riferimento per i temi in questione. Avvicina quindi partner italiani, provenienti dallo stesso Paese del capofila e due partner stranieri appartenenti ad altri Stati membri:
- Centro Giustizia Minorile di Milano del Ministero di Grazia e Giustizia (partner)
- Comune di Torino (partner)
- Laboratorio di Salute Sociale di Milano (partner con compiti di coordinamento tecnico-scientifico)
Partner europei:
- Praxis Psychosoziale Beratung di Francoforte GERMANIA
- Prosalis NGO di Lisbona PORTOGALLO
- National Institute of Public Health di Lubljana SLOVENIA
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